Siamo nel secondo tempo di questa ultima partita di regoular season. L’ultima sfida di un girone infernale e bellissimo, dove nessuno è partito battuto mai, dove nessun pronostico ha retto la prova dei fatti, dove 4 formidabili formazioni hanno onorato il football equivalendosi e battendosi allo stremo. Se vinciamo siamo primi.. se perdiamo potremmo anche non avere una post season. La Legio può solo vincere per dare un senso e un seguito a una stagione entusiasmante nel gioco prima che nei risultati. E’ una partita che reciterà una sentenza, è un tempo che non ammetterà appello. Aldilà di ogni considerazione, ogni merito, oltre ogni possibile disamina conterà solo chi in fondo all’ ultimo secondo della gara..avrà prevalso Prevalso nei fatti, nei punti, nella capacità di piegare l’avversario ed il destino alla sua determinazione. E’ la partita per voi. (penso) Vi guardo e mi trovo altrove..in un altro mese, quando tutto questo è iniziato… “sono come sempre vicino la sideline, mancano pochi secondi alla fine di una partita e di un secondo tempo in cui i Minatori sono avanti 20-7 esibendo la sicurezza e la forza di chi nello scorso anno vi aveva battuto sempre. Pochi secondi di un secondo tempo in cui sembrava che anche solo resistere potesse bastare, sembrava che perdere ci potesse stare.

Non sembrava a voi.    Voi invece avevate deciso che non bastava limitarsi a perdere con onore, che c’era ancora tempo per cambiare un pronostico dato per scontato da troppi , che c’era spazio per scrivere una storia diversa, la vostra. Li avete inchiodati, i possenti avversari a quel 20, sono rimasti ingabbiati mentre con impeto e coraggio risalivate sino al 20 a 20 Pochi secondi alla fine e siete li, davanti ai pali, li a decidere se andare in over time o calciare quel pallone nello spazio giusto di una notte fondente, calciarlo come un colpo letale che mandi al tappeto chi era venuto qui a conquistare… Silvestri disegna la sua parabola, mentre in basso le linee si scontrano l’ovale si arrampica al cielo, sgretola lo spazio e squarcia l’imene di una prima e fondamentale vittoria.. 23-20 e così sia” Gioisco in questo campo due mesi dopo mentre rivedo ancora la palla volare e voi esultare vincenti e felici. mi ritrovo in questo Maggio ventoso… E’ una atmosfera sospesa, quasi ovattata seppur in mezzo al clangore di una battaglia sportiva in pieno svolgimento… Mi sembra di sentirlo cloccare il ritmo di un tempo senza ritorno e sono i tamburi che dagli spalti ritmano il passo di un futuro in dirittura di arrivo a portarmi via definitivamente dal ricordo dell’ impresa con Cave, quel primo vagito di indomita fierezza con cui avete dato segno della vostra pasta.. di giovani e talentuosi atleti ma anche di tenaci fighters.. Siamo in vantaggio 15-14 Siamo di fatto in parità in una partita che non mi ha convinto. Stappo una lattina di coca e riavvolgo il nastro di questa recente cronaca mentre cerco un filo conduttore. La Legio si è dimostrata nella prima frazione squadra solida, fisica, bilanciata. Come del resto oramai mi aspettavo. Meno pesante e fisicamente devastante di Cave, eppure forte fisicamente e capace di un running game potente implementato da efficaci opzioni sul gioco aereo. Una formazione ben allenata che ha impostato i primi drive con giochi per lo più sulla terra mal contenuti da una difesa laziale schierata con un assetto difesivo 2-2 purtroppo già visto contro i Minatori e dimostratosi poco efficace contro il power football basato su corse centrali. Una squadra di casa che però ha anche saputo alternare il “randello” di un Falchi sgusciante tra le linee ad una raffinata selezione di pass nel cuore del backfield avversario. L’attacco dei nostri ragazzi invece come purtroppo spesso accade ha tardato a mettersi in moto o più propriamente a “spiccare il volo” Incompleti i passaggi, rare e poco proficue le corse, 3 Punti frutto unicamente di una buona posizione guadagnata da un ottimo ritorno per noi e 2 td nei due primi drive per loro, padroni del campo, in vantaggio con merito per 14-3. Sul finire del primo quarto qualcosa cambia e finalmente Proietti libera il braccio e gli indugi, i Ducks si colorano finalmente delle tinte FIGHT e aumentano il ritmo e con un drive tutto aereo siglando il td del 14-9. La squadra di casa perde l’impeto iniziale, a mio giudizio è intimorita, esegue le azioni in maniera meno ficcante ed e’ costretta al punt dopo alcune corse inefficaci ed alcuni incompleti. Il suo running game è finalmente neutralizzato da una linea a 3 ben più efficace e i a volte improvvisati o forzati passaggi non trovano ricevitori liberi. E’ sul finire del tempo che una sequenza di drive infruttuosi da parte delle 2 squadre viene interrotta da un big play dello special team dei Fighting che bloccano il punt degli avversari , raccolgono il pallone e mettono a segno il td del sorpasso 14-15 Salto come un canguro lungo la sideline per nulla esaltato dal gioco espresso ma estasiato ancora una volta dalla capacità di questa squadra di mettere a segno combinazioni devastanti, di spazzare via l’inerzia avversa, di acciuffare le partite. Basta nulla ai Fighting Ducks e ti sono addosso…e ti sono davanti. Nel minuto finale recuperata palla da una Legio che appariva frastornata e confusa sono ancora i Ducks a portarsi avanti sino alle 20 avversarie. A 12 secondi dalla fine è solamente una scelta rivelatasi infruttuosa di giocare invece che calciare tra i pali a salvare i padroni di casa da uno svantaggio più ampio mandando le squadre al riposo. La mia lattina è quasi finita quando vi vedo rientrare; e mentre calzate ancora una volta il casco con quel gesto al contempo meccanico e solenne (che sempre mi colpisce) penso che state per andarvi a giocare tutto negli ultimi 30 minuti. Vorrei abbracciarvi ma non posso, vi seguo invece da lontano e grido “daje” fino a grattare la gola, fino a strozzarne il suono, per esorcizzare la paura, perché ne ho, perché la gara è lunga e io non ho la vostra forza. Il 3° quarto inizia palla a loro. Qualcosa è cambiato. Il coaching staff della Legio ha operato modifiche al game plain è evidente. Le corse non funzionano come matrice fondante del loro yard gain? Bene si passa al gioco aereo. In maniera per me stupefacente la Legio XIII si esibisce con una formazione di base ben più spread (aperta) ed orchestra un drive da stropicciarsi gli occhi per qualità e varietà di passing game. I nostri Ducks appaiono sorpresi, non riescono a leggere le tracce, a coprire il campo. Come mai era successo in 5 incontri disputati in stagione subiamo il dominio aereo dell’ avversario.

E’ td in breve tempo, meritato mi scappa di pensare strizzando la lattina vuota per frustrazione. Tocca a noi ma il pareggio non arriva e su un contestato 3° e corto pantiamo. I Fighting hanno perso il “momentum”, sono tornati paperi. La Legio prende ancora l’iniziativa. Siamo più onesti in difesa, i CB arretrano, ci si aspetta il lancio… Ed e’ invece una serie di Qb-draw se non bootleg del QB avversario a sezionare il campo sino a guadagnare il secondo td consecutivo 29-15 Il nostro attacco deve reagire penso. Ora o mai più. Tentiamo qualche corsa in scivolamento tra le linee ma non si guadagna, tentiamo il passaggio..ma cade nel vuoto incompleto. Scocca l’ora del punt visto che siamo sulle nostre 40. Una improvvida decisione ci vede giocare un FAKE PUNT… Impreco qualche secondo e poi seguo Alessio che corre, lo vedo scivolare fuori dopo qualche metro di corsa. Temo che non basti. prego, prego sia uscito dal campo chiudendo il down. E invece no. Nessun miracolo stavolta, solo carbone nella calza. Siamo 14 punti sotto e inesorabilmente… palla a loro. Sotto di nuovo Siamo oramai nel cuore del terzo quarto, aver rimontato nella prima frazione forse è stata una illusione… La palla a loro in campo nostro. Il terzo quarto sta terminando. Un quarto e sotto 14 punti senza esser riusciti a chiudere un down in tutto il secondo tempo, senza esser riusciti a fermarli più. Un quarto e palla a loro per andare 3 possessi avanti, per mandare in frantumi noi. Un quarto solo, penso, per risorgere ancora o soccombere mentre tutto attorno è una buriana vera di tamburi bandiere e cori, il pubblico di casa che soffia come il vento di un pomeriggio strano, che vi spinge verso il baratro e la resa. Risorgere ancora, serve tenere, serve non mollare più una zolla. La Legio preme, si spinge sino alle 25 offensive, non riesce a sfondare ma arriva sino al raggio di un possibile e (per noi letale) field goal. E’ un fallo che li porta indietro. E’ solo un episodio forse, ma a volte un episodio è quello che serve e che può cambiare tutto, Tentano un calcio dalle 40y e mentre lo calciano mi trovo a pensare che vale una partita intera, una stagione intera, che se l’ovale non troverà i pali avrete una possibilità e una sola per accendere il vostro fuoco e tornare in gara. La palla naufraga sul campo ben prima dei pali. Meno di un quarto e dall’ altra parte della sideline osservo lo sconforto di chi pur vincendo forse ha paura, di chi ricorda quello che ora rivedo io “..Mancano 2 minuti e una manciata di secondi alla fine di questa autentica battaglia sportiva. Il sole di un pomeriggio soleggiato e mite sta sfumando nella luce obliqua delle 16 e sulla sideline dei Fighting Ducks è scesa l’ombra fredda di una sera incipiente. 32-48 sul tabellone e la Legio XIII conduce l’incontro. Abbasso la mia Canon… In fondo “ve la siete giocata” penso Vi guardo come per essere solidale, in un momento di sconfitta, cerco lo sguardo vostro.. ma..No.. non c’e’ frustrazione nei vostri occhi ragazzi.. Brilla invece una scintilla in voi… Alessio che suona la carica il campo come un condottiero e ci porta al 38- 48 A un minuto dal termine A un minuto dal termine è un td che fa la differenza, ci serve la palla per segnarlo.. Andiamo a prendercelo. Si gioca un onside kick. Credo di aver guardato altrove, di non aver creduto abbastanza E invece sul campo quel manopolo di fottuti e tostissimi paperi calciavano il pallone.

Come in un rallenty da cineteca la palla viene raccolta per qualche istante da un Legionario, per qualche istante…la vittoria stretta nei suoi guanti.. Ma la vittoria è di chi più la vuole, di chi non chiude gli occhi, di chi non si arrende. Marco si getta sull’avversario e con un placcaggio violentissimo lo separa dal pallone. Palla a noi, Serve un td e una trasformazione da due per pareggiare. L’attacco Ducks è indifferente alla clessidra scivola, esaltata dalla pressione, daI giochi senza piu’ ritorno … Alessio lancia una palla alta per Benassi o per nessuno, trattengo il fiato mentre tutti guardiamo in alto e l’ovale disegna la sua parabola Benassi batte il suo marcatore e alza le mani catturando la palla del 48-48 Si apre la porta dell’ Over time.. che vinceremo 56-48” Il ricordo di quei momenti alza il volume dell’ entusiasmo e quasi per magia anche dagli spalti il nostro tifo cresce, sento i ragazzi dei Ducks senior, le mamme dei Fighting, le tante fidanzate, i papà, gli amici venuti apposta, persino atleti di altre squadre, tutti assieme incitare l’ offense ora in campo a prendere al volo questa occasione, a tornare a volare. Non ci credo ma ci spero Un guizzo ancora. Passa il primo tentativo, sfuma il secondo, non il coro che vi spinge, ora anche dalla sideline, dai compagni della difesa, dai fotografi di parte, da me che fiato non ne ho più.. E’ il terzo che arriva, lo snap e il movimento e i tamburi legionari battono forte perchè evapori come gli altri, e il vento soffia più forte mentre Proietti scivola alla ricerca di un ricevitore. Un blocco sulla linea che gli lascia tempo, ma il tempo è poco, il tempo non aspetta e fugge come un ricevitore che corre sul profondo, Alessio lo vede e distende il suo braccio. La palla si alza con una spirale perfetta. Discende nelle sue mani Ed è TD 29-22 Mancano pochi minuti alla fine La Legio ancora vince ma è cambiato il vento..e non sul campo. Siete sotto di 7 ma siete in gara, lo siamo tutti Scenari già visti, quando è il tempo della resa dei conti e della rimonta è il tempo vostro, lo sanno tutti oramai. Anche loro. Non faccio a tempo a pensarlo che su un drive pasticciato di una formazione di casa in preda ai fantasmi della gara d’andata, uno snap difettoso viene letto e coperto da una difesa Ducks feroce e determinata. Palla a noi. Ancora una volta quando serve la palla in fretta ve la siete presa. Sono certo che ora la porterete in td, il piano della gara è oramai inclinato e adesso credo davvero che la vittoria sia una pallina che cadrà nella nostra buca. L’avversario è frastornato un po’ come alla fine del primo tempo appare in confusione. Saltate alla giugulare dell’ incontro giovani guerrieri, Alessio in bootleg corre in meta e con la trasformazione tra i pali ci porta in parità 29-29 sulle soglie del 2 minutes warning. I Legionari una volta ancora calzano il casco e provano a reagire. In quello che può essere l’ultimo drive della stagione gettano impeto e orgoglio, cercano il varco su aria o su terra per tenere la palla, consumare tempo e avvicinarsi al campo avversario. Ma i tentativi finiscono presto davanti a una difesa Laziale ora divenuta granitica. La palla è ancora nostra. Un ritorno ubriacante ci porta in campo Legionario… Un tentativo, due tentativi, il tempo corre.. 6 secondi alla fine e la palla a Silvestri… Come contro Cave possiamo calciare il pallone tra i pali e mandare al tappeto il pur valoroso avversario, possiamo raccogliere vittoria e primato nel girone, chiudere in gloria . O tirandolo fuori, rimettere tutto in gioco. Silvestri è pronto. Il tempo sul cronometro è fermo ma quello al di fuori trascorre con i timeout che i Legionari spendono nella speranza di innervosire il nostro Kicker. Sono il tentativo di far breccia sui nervi di un Fighting Duck, non ci contate…mi dico mentre aspetto Sono dietro i pali, disegno con lo sguardo la corsia di cielo che porta ai pali e la visualizzo come quelle corsie per telepass al casello (dei play off) la barra si solleverà, passeremo … Silvestri calcia. La palla ha una traiettoria strana. Parte alta ma lievemente troppo orientata a dx, per una sequela di maledetti istanti la battezzo fuori dai pali, poi invece no, il suo spin sbilenco le fornisce un effetto a rientrare. Accarezza il palo alla mia sn e vi scivola dentro. 32-29 Non so cosa è successo dopo, ero, eravamo tutti in preda ad un delirio di gioia, i 6 secondi nelle tasche di una sera da infarto sono scesi come i titoli di coda di un ennesimo film da incorniciare.

Dalla trama avvincente, dal finale glorioso. Un film come quello visto la settimana al cinema con voi.. ragazzi miei. C’erano dei supereroi e una battaglia fantastica e impossibile da vincere, c’erano effetti speciali e una storia apparentemente così lontana da Ostia e da questa notte Italiana. Eppure mentre vi vedo abbracciati, mentre sudati felici e stremati raccogliete questa vittoria che incastonerete nell’animo come una delle gemme più preziose del VOSTRO universo, mentre brilla più forte di una stella la bellezza che e’ in voi, non posso non pensare a quanto siate simili a quei personaggi di fantasia, non perché siate supereroi ma perché al contrario pur non essendolo non avete mai creduto a uno scenario perdente, perché siete stati proprio come quei soggetti di un fumetto capaci di ribellarvi all’ ineluttabilità di ogni sconfitta, perché siete rimasti uniti, feriti, coraggiosi, capaci di dare il meglio di voi.. non sempre .. ma quando davvero serviva. Perché come loro ci avete fatto tremare, ci avete fatto rimanere col fiato sospeso e poi emozionare, perché non c’è a volte finzione più magica della realtà. Siete li che festeggiate, io senza Canon e senza la poltrona di un cine non scatto foto e non guardo un film, scorro semplicemente accanto a voi in prima persona una pagina bellissima di vita. Siete primi ragazzi..

Senza mai poter schiacciare avversari spesso più navigati e più possenti di voi avete ingaggiato battaglie punto a punto, serrate in un corpo a corpo che mai avrei creduto possibile, che ha rivelato il vostro vero super potere..una indomabile determinazione. In questa notte, nella partita finale di una stagione durissima, avete suggellato un primato da leggenda.

Per il secondo anno su 2 i Fighting Ducks ai play off, la favola continua…

Stay tuned ..I love u babies…

Maurizio Elisio

Photo credit   Sophia Sperandio

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