Finisce con un fragoroso 64-35 il cammino dei giovani Fighting Ducks.
Puniti oltre misura, oltre i pur evidenti meriti di un solido avversario da un finale senza senso, da un epilogo che nessuno dei ragazzi in campo per la stagione condotta avrebbe meritato di subire.

Difficile spiegare a chi non ha visto questa partita, quanto schizofrenica sia stata, quanto in bilico sia stata condotta:
In vantaggio di 3 td e poi per tutto il primo tempo avanti,
A 6 minuti dalla fine solo 5 punti sotto,
a 6 minuti dalla fine un td annullato per il controsorpasso
A 5 minuti dalla fine fermati in un 4° tentativo disperato a mezza yard dalla linea di meta.
Difficile spiegare quanto questo match dai titoli di coda umilianti abbia fatto invece credere, gioire e poi urlare..
e poi pian piano affievolirsi gli entusiasmi mentre si espandeva uno sconfortato silenzio nell’ osservare sgretolarsi le forze dei nostri ragazzi inesorabilmente di fronte al piccone di atleti capaci e tecnici ma anche molto, troppo più fisici di loro.
Giovani guerrieri esposti forse a un tracollo evitabile negli ultimi giochi di una partita oramai segnata.

L’esordio ha avuto le tinte della scenografica entrata in campo dei nostri ragazzi. Come in una sfuriata iniziale sono andati all’ assalto, agili e furiosi nello sprint bruciante della squadra più agile ed entusiasta.
E’ subito 21-0 per i Ducks in una cavalcata illusoria trionfale e fortunata a siglare il primo quarto.
Lorenzo Berrotta e Silvestri sugli scudi a correre e qualche bootleg di Alessio Proietti,
0 lanci, corse che funzionano, avversari che perdono spesso la palla e la buona sorte che trasforma un lancio intercettato in un td, ingredienti miscelati di una partita che sembrava potersi archiviare in trionfo.
Non convincono o almeno non convincono me i Ducks ma c’è il sole, i punti sul tabellino scorrono che è un piacere… e in fondo va bene così.
E poi invece come le nubi che arrivavano da est assieme a un vento capriccioso, come quella palla di un field goal del possibile 17-0 infrantosi contro il palo, la luce si è ammalata della tumultuosa rimonta dei poderosi Achei che hanno rialzato la testa cominciando a lanciare in maniera efficace, a correre tracce sull’esterno per una difesa concentrata a bloccare i corridoi centrali, a variegare il loro gioco in maniera sapiente.

Mettono a segno l’enormità di 32 punti nel solo secondo quarto.
Seguendo la tabellina dell’ 8.
A loro non serve calciare. In linea hanno uomini ben oltre il quintale, almeno 30 chili più pesanti del nostro Trio e di tutti gli altri in linea.
Loro spingono ed entrano.
Sempre. Lo sanno.
Storia già vista a Gennazzano.
Ma del resto si sa .. i Ducks sono tecnici e leggeri.
Non pretendere che alzino dighe a difesa di una yard. Non hanno i chili e in molti casi i muscoli per farlo, hanno 18 anni di media e non possono spingere con la forza di un 30 enne che si allena da almeno 10.
La difesa Ducks forse ti concede yards, anche punti, ma poi spesso la palla te la ruba, quando serve il drive te lo interrompe, è capace di big play che spostano gli equilibri.
La difesa dei Ducks è un lampo, una combinazione veloce e sei al tappeto
Penso questo, questo spero mentre gli Achei mettono a segno i loro td,
Penso questo mentre osservo la nostra difesa provocare 3 fumble di cui uno riportato in td e lo special team recuperare un punt e grazie al solito e immenso Lorenzo mettere a segno un td su ritorno.
Penso a questo mentre il gap di vantaggio si fa sempre più esiguo e se siamo ancora avanti al fischio finale del primo tempo non è per un attacco che appare uscito di scena a metà del prino quarto ma per gli sforzi, gli slanci, la grinta di difesa e special team.
35-32 recitava il tabellone, mangio il mio cremino nervoso senza gustarlo mentre anche sugli spalti la preoccupazione è palpabile.
“32 punti e 4 td subiti in un singolo quarto” mi ripeto…. e se non troviamo un antidoto difficile uscirne vivi.
Se 4 turnover recuperati e un td return non sono bastati a vincerla nel primo tempo, cosa succederà nel secondo?
L’attacco ingolfato dei Ducks deve svegliarsi.
Siamo alle corde, la difesa non durerà per sempre, i graffi e le botte riportate nel clangore dello scontro fisico con i possenti Achei è evidente sul casco e sulla pelle di molti dei nostri ragazzi.
Quanti palloni dovranno ancora esser rubati per metterne uno dentro in attacco?
L’effetto sorpresa iniziale è svanito e le corse perdono di efficacia in assenza di un gioco aereo.
Il passing game di questa prima frazione è stato insufficiente, deludente no perché forse quest anno non ci ha illuso mai eccezion fatta per alcuni sprazzi estemporanei ed abbaglianti
Abbagliateci ancora.
Il mio cremino finisce in qualche morso, mentre tutto è pronto a re iniziare.
Il terzo quarto inizia e io temo non solo il sorpasso… ma la resa.

Il drive degli achei oramai in fiducia è consistente e variegato al contempo, una traccia interna ben lanciata, qualche corsa, un quarto tentativo trasformato su passaggio li portano in red zone.
Una bootleg del loro ottimo Qb segna il sorpasso, il tanto temuto sorpasso.
2 punti come sempre ottenuti di spallata..e siamo 35-40
E’ qui che forse poteva finire tutto.
Raggiunti dal 21-0 sino ad essere sorpassati.
Stanchi e in molti elementi a stento in grado di rimanere in campo i Fighting avrebbero potuto mollare.
E invece no.
E’ proprio ora che come in altri casi finalmente qualcosa cambia, l’attacco sembra accendersi, a un passo dal baratro tutti assieme i ragazzi trovano il guizzo per risalire il campo.
5y alla meta, metà del 3° quarto e siamo li.
Un passaggio corto al centro ed è td….siamo avanti noi!!!
Invece no.
C’e’ un fallo, ricevitore ineleggibile, qualcuno dice sia una penalità assurda.
Roba da arbitri. Rimane il fatto che td non è
Ripetiamo lo snap.
Seguono 4 tentativi sulle 5 yard.
4 tentativi di percorrerle senza avere la forza per sfondare, la capacità di scardinare una difesa solida e pesante.
Scorre il primo tentativo, si infrange il secondo, guadagniamo qualcosa al terzo, manca 1° yard a metterlo dentro questo fottuto sorpasso.
Potremmo anche calciare un field goal per andare 2 punti sotto, cambiare l’inerzia, e poi e poi… con un quarto intero da giocare… pensare al sorpasso.
Ma sarebbe conservativo (?)…si decide di giocare sino alla fine.
I Ducks del resto sono anche questo.
Alessio ci prova, prende lo snap, finge di pompare un passaggio per un istante e invece poi si ingobbisce e carica sul suo lato sinistro.
Il difensore avversario sulla linea di td non segue il suo wr, legge lo schema e lo aspetta, Alessio è un fuscello, penso, non potrà mai sfondare cadendo in meta.

Nessuno gli offre blocchi, Alessio non ha tempo ne spazio, cerca una finta di corpo, cerca una traiettoria che non c’è.
Viene placcato sulla vita e cade mentre cerca con un guizzo disperato di portare l’ovale sulla meta.
Ma ci sono dei centimetri di distanza.
Gli Achei hanno vinto questa battaglia forse finale.
Ci hanno fermato pochi granelli di polvere dal controsorpasso.
Guardo gli spalti, cerco con lo sguardo quello dei nostri, di voi che mi leggete, cerco di spegnere quell’ urlo che mi brucia in gola e che voleva esplodere per un td mai segnato.
E’ finita.
Finita un cazzo.
Ancora una volta mentre gli Achei si lanciano in un drive di tecnica e potenza che sembrava siglare la capitolazione dei nostri guerrieri..
Ancora una volta la difesa riesce a provocare un fumble, a ricoprirlo.
Siamo alla fine del terzo quarto, ancora 5 punti sotto nonostante tutto,
Ancora vivi.
L’attacco entra in campo e siamo tutti a sperare che si accenda e che spicchi il volo.
Invece nulla.
Tre tentativi inutili, inefficaci, una manciata di secondi e punt.
La difesa ancora in campo.
Ancora una volta gli Achei oramai padroni del campo caricano.
Sono belli da vedere, non fanno cose eccezionali ma offrono un football completo con corse efficaci, blocchi ben condotti, un passing game privo di bombe da incorniciare ma condotto con palloni lanciati di tocco su tracce ben corse e forse mal protette da una secondaria Laziale a maglie troppo larghe e in taluni casi carente dei fondamentali del placcaggio.
Ma del resto gli attaccanti non dovrebbero dover placcare.
Risalgono le 30, corrono sulle 40, un bel lancio fino alla metà campo,
Avrei quasi voglia di non guardare, do un calcio ad una bottiglietta e subito dopo me ne vergogno e poi guardo nella mischia il pallone ancora una volta liberato da un placcaggio Fighting..
Mentre grido mi rendo conto che loro.. i nostri inesauribili ragazzi..la hanno recuperata ancora!
E’ il 5° fumble recuperato della partita,il secondo consecutivo in questa frazione,
Siamo appesi al ciglio del dirupo ma noi, loro, non sanno proprio precipitare.
Loro lottano… a 6 minuti dalla fine lottano ancora, con una proposta offensiva del tutto insufficiente, incapace di tenere il campo almeno per far fiatare la difesa, ancora lottano, ancora solo -5
Ecco che Alessio, Lorenzo, i nostri ricevitori, le nostre line tornano in campo.
Lo so che ce la metterete tutta, in fondo basterebbe poco.
Una corsa di Lorenzo, poi 2 screen su Pandolfi e Benassi ci portano yards e finalmente chiudono qualche down ma non oltre la metà campo e siamo costretti a pantare ancora.
Siamo nei minuti finali della partita, gli Achei che hanno mostrato oramai da 3 quarti una proposta offensiva nettamente superiore alla nostra, imbastiscono un drive di ottima fattura con 2 completi e una corsa centrale in sfondamento di fronte alla quale nulla possono i nostri stremati ragazzi.
35-48
A poco dal 2 minutes warning questa è probabilmente la fine di una partita tiratissima e avvincente anche se non di grandissimo livello tecnico.
Probabilmente nel tentativo di inventare una ennesima incredibile rimonta il nostro attacco gioca al primo tentativo una bomba sul profondo del tutto priva di qualsiasi possibilità di ricezione.
Intercetto.
Pochi secondi e la difesa e’ ancora in campo.
Ma non ce la fanno più 2 corse centrali in sfondamento degli Achei devastano le nostre linee esauste, è td
La tabellina dell’ 8 dice 35-56
Manca poco.
Prego perché questa mattanza finale cessi. Non lo meritano. Ora spero che il tempo si consumi veloce.
La differenza tra una sconfitta e una disfatta è sostanziale per la crescita di un gruppo.
L’attacco si schiera ancora, pochi secondi dopo lo snap e invece… lancia un secondo pallone “della disperazione” sul profondo in assenza di qualsivoglia ricevitore, la palla finisce nelle mani avversarie per un secondo intercetto.
La Difesa che oramai non ha il tempo di prender fiato… ancora in campo,
Ora davvero mi allontano dal campo come se guardarli da lontano facesse meno male.
Gli Achei come giusto che sia non hanno pietà e il loro devastante numero 20 corre quasi intoccato in meta profanandola ancora per il 64-35 finale.

E’ una sconfitta che non nei numeri fragorosi ma nella sostanza ci poteva stare, perché gli Achei sono una squadra a mio giudizio non fortissima ma completa e solida caratterialmente.
Il football aldilà della tecnica è poi uno sport fisico e i nostri ragazzi per la 3° divisione a volte sono davvero molto leggeri.
Serve dare il massimo e qualcosa di più per sopperire ai chili alla malizia di alcuni “vecchi” players e alla massa muscolare…e oggi, soprattutto in attacco, il massimo non è stato certo dato.
L’offense a mio giudizio pur nella positività di questo campionato è apparso carente nel passing game in quasi tutti gli incontri soprattutto nell’aspetto della sincronia tra passaggio e tracce.
La difesa ha come detto sempre avuto i connotati di una difesa …di pirati più che di molossi.
Oggi più solida nel comparto centrale grazie allo schieramento spesso a 3 ma con singolari e a mio avviso non sempre indovinate scelte negli interpreti dei ruoli nelle secondarie. Questo assieme alla prestazione sottotono dell’ intero comparto ha minato in parte la nostra efficacia in un team difensivo che ha avuto comunque l’indiscusso merito di tenere in partita la squadra per 2 quarti e mezzo.
Onore agli Achei e il meglio per il loro proseguo e Standing Ovation per voi, figli, atleti, guerrieri di tante battaglie condotte vivendo assieme ogni singolo gioco.
La partita termina e con essa la stagione.
Anche la mia, che nel mio piccolo vi ho seguito ragazzi, tifato, raccontato dalla Sideline.
A dispetto di questa cocente delusione credo sia stata una stagione bellissima, una ancora vissuta accanto ai miei “24” e”31” , Marco e Luca, di cui sono talmente fiero che potrei volare, fiero
come lo sono di tutti voi…giovani Fighting.
Voi che guardo da lontano e a volte fotografo..ma più spesso invece mi limito a studiare, come per intingermi in voi…
I vostri visi sudati, gli sguardi attraverso la grata, quella che eoni di anni fa e in modo molto più modesto calzai anche io, quella dalla quale il mondo appare …così diverso.
Vi osservo sempre un passo dietro, che non è distanza ma rispetto, cercando di “fiutare” l’intensità che scorre in voi, cercando di dipingerla, di portarla sulle righe di un articolo, di accendere il bello che è in voi.
E’ stato un privilegio esservi accanto.
Grazie a te Fabio per questi anni, a te Sergio con cui spesso… non servono parole, a Coach Faccini per la “forza serena” che sai dare anche quando tutto attorno ribolle..
a voi tutti che allenate questi giovani uomini miscelando schemi e idealità, forza e disciplina.. il football senza questo sarebbe solo una insensata zuffa.
E poi..grazie a voi, Massimo, Luke, Claudio, Daniele, Elena, Silvia, Simona, Emanuela, Virna, a tutti voi, genitori come me, intrisi dei nostri eroi, dei nostri figli, innamorati e pronti a dare una mano ognuno secondo le sue possibilità, capacità, disponibilità..
Le foto di Sofia, di Stefano, i filmati di Angelo, ci racconteranno sempre il sapore di questi giorni, quello di una avventura vissuta assieme, dei tanti cori, degli abbracci, dei “ offense go”, dei “defense go”, del fiato sospeso per una corsa che esce dalla mischia, per una ricezione inattesa, per una palla che scivola nell’aria, per lo spavento di ogni volta che rimangono a terra, il sollievo di quando li vedi tornare su, delle vostre corse contro la rete per celebrare una vittoria, di quelle sensazione ingenua e dirompente che senti quando li vedi abbracciarsi, ci racconteranno di tutte le volte che a casa hanno mille dolori, e i lividi e le botte e le attese per un incontro e i discorsi in macchina tornando …
Per tutte quelle volte..e per mille altre ancora esser genitori di un giocatore di football non è facile, ed è qualcosa di speciale, richiede un coraggio simile a quello che occorre per giocare, una simile passione, una totale condivisione..
Forse questo vi rende speciali, o almeno lo siete ai miei occhi, nelle foto che non scatto ma che imprimo ogni volta che vi vedo dalla mia sideline,
per tutte quelle volte…e per mille altre ancora siete bellissimi.. genitori e figli..
anche se non ve lo saprei mai dire.
Con affetto..
Maurizio

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